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Droga: la chiave per la porta dell’ inferno

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Matteo è nel bagno della scuola, seduto sulla tazza. Ha tirato fuori di tasca una bustina e l’ha avvicinata al ripiano del lavandino. La apre e dentro c’è una polvere candida. Versa il contenuto sul ripiano del lavabo e quando raggiunge il quantitativo desiderato richiude la busta, come se fosse una cosa estremamente preziosa, poi estrae una carta telefonica, divide la sostanza in due strisce e con una banconota da cinque euro nel naso le aspira: snifff… snifff…ahhh…

Un leggero bruciore si espande tra le narici e verso gli occhi. Matteo inghiotte un grumo amaro di saliva che attraversa le narici e la gola per finire nello stomaco. Mentre i denti e la gola subiscono l’anestesia della droga, la sua mente comincia a creare immagini dove lui si crede importante, il numero uno. Ora è in cima al mondo e nessuno lo potrà toccare.

In realtà ha appena girato la chiave che apre la porta del suo inferno personale. Se l’ha aperta da poco potrebbe tornare indietro, chiudere quella maledetta porta e buttar via la chiave, per sempre. Altrimenti, per Matteo, si spalancherebbe la strada potenzialmente mortale della tossicodipendenza, la strada penosa e straziante per chi gli vuole bene.

Chi potrebbe consigliarlo, parlargli da vero amico o gridargli in faccia la verità sulla droga? Non certo Marco, il suo amato compagno di banco fin dalle elementari, che gli ha venduto la bamba (cocaina); nè Patrizia che disprezza entrambi, da prima della classe. Nicola è suo amico, ma non sa proprio niente di droga. Genitori e insegnanti: non ne parliamo proprio…

Un giorno arriva Paolo, per un incontro con i ragazzi della scuola. Lui c’è passato in mezzo alla droga e ne è uscito grazie al programma Narconon, un metodo di riabilitazione per risolvere in modo sistematico ciascun fattore alla base della dipendenza da alcol e droghe che insegna al tossicodipendente a riparare i danni creati dalla dipendenza alle sue relazioni familiari e sociali ed a migliorare la qualità della propria vita.

Paolo non fa complimenti. In poco più di un’ora svela il mistero che tiene tanti ragazzi attaccati all’amo di droghe e alcol; risponde alle molte domande di studenti e insegnanti, distribuisce opuscoli, fa una breve inchiesta, insomma, quando viene l’ora di partire Paolo è un amico. Ha detto la verità e si è guadagnato il rispetto del gruppo e di Matteo che ora ha deciso di parlare chiaro con Marco…

Se anche tu vuoi incontrare Paolo o organizzare una lezione di prevenzione nella scuola tuo figlio, leggi il progetto e manda un mail a paolo.narconon@gmail.com.

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